• Iacopo Casadio

Selosse e lo Champagne: allontanarsi dai dogmi

Aggiornamento: 25 mag

di Iacopo Casadio

Si è spesso affermato quanto Selosse rappresenti uno spartiacque. C’era un modo di fare champagne prima di lui, e dopo di lui tutto un altro. E non si parla di aver ispirato solo i piccoli produttori. Insieme a Jacquesson sono i produttori che più hanno condizionato anche le grandi Maison.

Dopo gli studi a Beaune, nel 1980, il giovane Anselme Selosse prende in mano le redini del Domaine di famiglia e rivoluziona la filosofia produttiva: viticultura organica, rese basse e assenza di chimica, senza tuttavia abbracciare la biodinamica pura. Un metodo senza una ricetta fissa e immutabile ma una visione in continuo adattamento alle circostanze, alla natura e alle annate.

“Il mio ruolo non è quello di standardizzare il gusto, ma di raccontare la storia dei vigneti rispettando la vocazione del vino e del terreno” afferma Anselme.


Il Domaine Selosse

Il Domaine ha sede ad Avize e produce attualmente 60.000 bottiglie all’anno suddivise in 12 etichette diverse, da 54 parcelle differenziate. 9.000 piante di Pinot Noir e 68.000 di Chardonnay, da 7 meravigliosi villaggi di Champagne: Avize, Cramant, Oger, Le Mesnil su Oger, Ay, Mareuil sur Ay e Ambonnay. Le fermentazioni avvengono in barrique borgognotte - 15% nuove ed il restante acquistate da Leflaive a Puligny- Montrachet - con soli lieviti indigeni, bassissima SO2, lunghi élevage sulle fecce con bâtonnage settimanale in inverno e mensile in estate, malolattica svolta ma senza forzarla.


Dopo l’imbottigliamento, durante la maturazione sui lieviti (in genere dopo 18 mesi dal tiraggio), le bottiglie vengono accatastate una ad una per 2/4 volte l’anno per rimettere in sospensione i lieviti. Sboccatura rigorosamente manuale.


Dal 2012, Guillaume segue le orme del padre Anselme, dando ai suoi vini una personale visione, senza rompere il fil rouge identitario del Domaine.


Tutti i vini di Selosse sono sans année a eccezione di uno, il rarissimo millesimato prodotto in sole 6.000 bottiglie.

Per questo motivo i vins dé réserve sono molto importanti.

Conservati tutti il primo anno in barrique, in botte il secondo, in cuvee il terzo. Il dosage è nullo o contenutissimo, in genere al di sotto dei 2 g/l.



I vini di Selosse

  • Initial (100% Chardonnay, 33.000 bottiglie) Primo Champagne prodotto da Anselme e il vino con più bottiglie disponibili sul mercato. Le uve Chardonnay provengono da tre vigneti Grand Cru dei comuni di Avize, Cramant e Oger. Fermentano separatamente in barrique di rovere e con i soli lieviti indigeni. È un assemblaggio di tre annate, con circa il 55% della vendemmia base e il 45% di altre due annate come riserve; dopo l’imbottigliamento, i lieviti sono rimessi in sospensione per due volte fino al dégorgement, che avviene dopo circa 30 mesi. - Generosità selossiana.

  • Version Originale V.O. (100% Chardonnay, 3.600 bottiglie) Frutto di un attento assemblaggio di tre diverse annate di vino bianco ottenuto esclusivamente dai migliori appezzamenti aziendali di Chardonnay, tutti Grand Cru. Vanta una lunga permanenza sui lieviti, di almeno 42 mesi. - Fascino minerale.

  • Cuvée Exquise (100% Chardonnay, 1.000 bottiglie) dosato 20-25 grammi, il che lo classifica come un sec. - Equilibrio funambolico.


Collezione Lieux-Dits: sei parcelle da sei villaggi differenti:

  • Le Bout du Clos (100% Pinot nero, 2000 bottiglie) da Ambonnay. Dopo l’assemblaggio dei vini base secondo il metodo Solera, il vino sosta sui lieviti per circa sei anni. Dosaggio estremamente contenuto (0.06 g/L). - Esplosiva bellezza.

  • Sous le Mont (100% Pinot nero) da Mareuil-sur-Aÿ con vigneti esposti ad est. È formato da un assemblaggio di 3 annate differenti e il vino base fermenta in barrique sostando sui lieviti per almeno 6 anni. Tutto giocato sull’ossidazione, marchio di fabbrica di Selosse. - Ossidazione controllata.

  • La Côte Faron (100% Pinot nero, 1600 bottiglie) del comune di Aÿ con esposizione sud confinante con la Côte aux Enfants, da cui Bollinger produce probabilmente il più celebre e celebrato rosso fermo della Champagne. - Ribelle genialità.

  • Chemin de Châlons (100% Chardonnay, 600 bottiglie) da Cramant. - Complesse sfumature.

  • Les Chantereines (100% Chardonnay, 600 bottiglie) da Avize con vigneti esposti ad est. - Caleidoscopico.

  • Les Carelles, Le Mesnil sur Oger: in questo caso le uve Chardonnay provengono dalle vigne del Grand Cru Le Mesnil sur Oger. L’affinamento del vino base, precedentemente assemblato da varie annate, avviene in barrique e dopo la seconda fermentazione in bottiglia affina per circa 48 mesi sulle fecce fini. - Impetuosa perfezione.

  • Rosè (90% Chardonnay, 10% Pinot Noir, 6.000 bottiglie) Assemblaggio tra Chardonnay di Avize e un piccolo saldo di Pinot Noir di Verzy e Ambonnay. - Rigorosa potenza.

  • Substance (100% Chardonnay, 3.000 bottiglie) prodotto con il metodo Solera; le uve Chardonnay provengono esclusivamente da vigneti Grand Cru. è stato prodotto per la prima volta nel 1986 e all’epoca si chiamava “Origine” e le bottiglie che recano quel nome sono oggi introvabili ed estremamente ricercate. Mai meno di sei anni sui lieviti. - Sussurrata territorialità.

  • Millesimé 1999, 2005, 2006 (100% Chardonnay, 6.000 bottiglie) Extra brut da vigne in Avize, un intero decennio sui lieviti.


Esistono tanti Champagne molto costosi. Cristal di Louis Roederer, Clos St. Hilaire di Billecart-Salmon, Bollinger Vieilles Vignes Française, Salon Blanc de Blancs Le Mesnil-sur-Oger, Pol Roger Winston Churchill, Clos d’Ambonnay di Krug, lo Champagne più caro al mondo, solo per citarne alcuni.


I prezzi di questi Champagne strappano, anno dopo anno, quotazioni sempre maggiori. Ma parliamo di grandi Maison. Selosse da piccolo produttore che confeziona 60.000 bottiglie all’anno, è riuscito in un decennio, ad avere una crescita esponenziale, sia qualitativa e di conseguenza sui prezzi di tutte le sue etichette. Vedersi assegnare una piccola allocazione di una qualsivoglia etichetta firmata Selosse, sta diventando un’impresa davvero ardua.

Non è sempre stato così. Per anni gli Champagne Selosse sono stati tra i più temuti dai sommelier. Champagne che sembravano dedicati esclusivamente agli addetti ai lavori o a quelli che in Francia chiamano le client averti, il cliente avveduto, cosciente, esperto, preparato. Non è così o non è più così. I vini di Selosse parlano più il linguaggio del vino rispetto a quello dello Champagne, sono poliedrici ed emozionali. Mai banali e di una classe e un gusto davvero unico. Assolutamente imperdibili.

In Italia Domaine Jacques Selosse è distribuito da Moon Import.



Copyright © 2021/2022


94 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti